1972 DAF 44 VARIOMATIC8.000 EUR
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DAF 44 VARIOMATIC

COME UNO SCOOTER

LA LEVA DEL CAMBIO HA SOLO TRE POSIZIONI: FOLLE E INDIETRO. NON C’E’ PEDALE DELLA FRIZIONE, SI SCHIACCIA IL GAS E VIA. UN’INNOVAZIONE INCREDIBILE PER UNA “PICCOLA” DI OLTRE MEZZO SECOLO FA. INFATTI, DA NOI NON FU CAPITA.

Negli anni 50’ e 60’ il cambio automatico era una raffinatezza meccanica costosa, diffusa solo su automobili alto di gamma. Tuttavia, una Casa costruttrice di autocarri (tuttora esistente) divenne nota per le sue piccole berline dotate di un’originale trasmissione a cinghia denominato “Variomatic”. Era l’olandese DAF fondata e condotta dalla famiglia Van Dorne. Con due soli pedali (come le biciclette tanto diffuse nei Paesi Bassi…) per gas e freno, le DAF erano facili da guidare anche per chiunque. Il sistema “Variomatic”, cioè a variazione continua dei rapporti, era più semplice ed economico rispetto agli automatici tradizionali, insomma una vera innovazione che permetteva anche una notevole economia. Il debutto fu al Salone dell’automobile di Amsterdam nel febbraio del 1958, con il motore di 600 cc: la capostipite già incorporava le principali innovazioni della produzione Daf. L’accoglienza fu un successo: 4mila prenotazioni, ben oltre le attese. Nel 1961 la cilindrata era aumentata a 750 cc e nello stesso anno usciva la versione “lusso” (la “30”) chiamata “Daffodil”. Negli anni seguenti arrivarono altri modelli, aumentando progressivamente cilindrata (fino a 1300 cc), prestazioni e dimensioni: la “33”, la “44”, la “55” e la “66” (anche coupè e break).I motori erano di produzione DAF, tranne i 1100 e 1300 (modelli 55 e 66) che erano Renault raffreddati ad acqua. Il Variomatic rimase peculiare di tutta la produzione automobilistica della Casa olandese. Fa DAF diventa svedese nel 1972, quando Volvo acquisisce la maggioranza. Ma anche un po’ italiana, perché buona parte della produzione è opera del designer torinese Giovanni Michelotti. Proprio lui ridisegna la Daffodil: dalla sua esecuzione nasce la “44”, una berlina un poco più grande e moderna della precedente. Equipaggiata con un robusto bicilindrico raffreddato ad aria DAF da 844 cc, capace di 40 CV-Sae, tocca i 123 km/h. Nel settembre del ’66 la nuova DAF è pronta per essere presentata alla stampa. L’anno dopo arriverà la versione station wagon. La 44 è stata per diverso tempo la vettura di punta della Casa, rimanendo sul mercato fino al 1974 con quasi 168mila esemplari fabbricati. Verrà sostituita negli ultimi due anni dalla “46”, molto simile nel motore e nella carrozzeria, ma con modifiche al Variomatic (una sola cinghia) e al retrotreno (Ponte de Dion). Il gruppo Variomatic è l’emblema dell’innovazione DAF. Non è un cambio automatico tradizionale, non ha ingranaggi, è un variatore, come quello degli scooter moderni. Ci sono due pulegge motrici, il cui diametro cresce per effetto centrifugo, collegate con due pulegge alle ruote, anch’esse a diametro variabile e regolate da una molla. La cinghia ha una lunghezza fissa, sicchè al crescere della puleggia conduttrice diminuisce quella condotta. Si hanno così un’infinità di rapporti inoltre funziona anche senza differenziale (sulla 44 no c’è). E’ un sistema semplice ed economico. La frizione è centrifuga: quando si decelera, il motore si scollega e la ruota rimane libera. Ciò no toglie che il Variomatic si possa abbinare anche a sistemi sofisticati e potenze ben più elevate: la scuderia Williams tentò di introdurre un sistema simile in F1 negli anni ’90. Guidare la DAF è semplice: la levetta del cambio automatico ha solo tre posizioni, avanti, folle, indietro. Per partire, basta inserire la marcia avanti e premere l’acceleratore, al resto pensa il Variomatic. In città si può apprezzare maggiormente la facilità di guida e c’è chi consiglia di usare entrambi i piedi per comandare freno ed acceleratore. Una sola precauzione: prima di inserire la retromarcia occorre attendere qualche istante che il motore scenda di giri. Inoltre, quando si affrontano le discese, bisogna ricordarsi che c’è un pulsante in plancia che consente di azionare un meccanismo nel carburatore che frena il motore. La manutenzione ordinaria della Daf 44 è semplice ed economica. Il motore bicilindrico boxer raffreddato ad aria è semplice e robusto. L’alimentazione è a carburatore (Solex invertito 40 PICS). La trazione è posteriore. I freni sono a tamburo sulle quattro ruote. Il cofano motore si apre contro vento, nel vano motore c’è anche l’ingombro della ruota di scorta I livelli di controllo sono pochi: l’olio, con l’apposita astina in posizione avanzata, il liquido freni e quello del tergicristallo negli appositi serbatoi. Non ci sono punti di ingrassaggio. Vanno però lubrificati gli organi della trasmissione (pulegge, riduttore ed inversore). Per il cambio dell’olio motore si svita l’apposito tappo di scarico; bastano due litri di lubrificante per riempire il carter. La pressione dell’olio può essere verificata tramite un’apposita prsa e regolata intervenendo sulla valvola limitatrice di pressione. Per sostituire il filtro aria basta svitare la vite a galletto. Il bocchettone per il rifornimento della benzina è nascosto dietro la targa: per accedervi, basta abbassare il porta targa. Il cruscotto è semplificato, ci sono tachimetro, contachilometri, indicatore carburante e quattro spie luminose. Il vano bagagliaio è ampio e ben sfruttabile. La trasmissione Variomatic no teme i CV, grazie alla semplicità e al fatto che può mantenere il motore sempre “in tiro”, ha avuto applicazioni anche in campo agonistico come la Tecno F3 e la Daf-Camel da rally con trazione integrale e motore Ford BDA 1.8. Le DAF hanno sempre raccolto un po’ di diffidenza, almeno in Italia. Il Variomatic era inteso come un lusso, per rendere comoda la guida, non come una cosa da disabili, come invece fu considerato per lo più da noi. Oggi questi pregiudizi sono in via di superamento e le versioni automatiche sono rivalutate. Comunque la DAF vendette nel mondo, fra il 1958 e il ’76 (anno di cessazione dell’attività della divisione automobilistica) oltre 767mila vetture.

SCHEDA TECNICA
DAF 44 (1966-1974)
Motore 4 tempi, 2 cilindri orizzontali contrapposti raffreddati ad aria forzata, alesaggio e corsa 85,5 x 73,5 mm, cilindrata 844 cc, rapporto di compressione 7,5:1, potenza 40 CV.SAE a 4500 giri, coppia 7,1 kgm-SAE a 2400 giri, due valvole in testa comandate da aste e bilancieri con albero a camme centrale, un carburatore invertito Solex 40 PICS, impianto elettrico 12V, dinamo 420 W (prima del 09/1972: 6V, 240 W) batteria 36 Ah.
Trasmissione Trazione posteriore, frizione automatica centrifuga, cambio a variazione continua (rapporti da 15,44:1 a 3,87:1) Pneumatici 135x14’.
Corpo vettura Berlina, carrozzaria portante, 4/5 posti e 2 porte. Sospensioni a ruote indipendenti, ant. balestra trasversale, tubi verticali di guida e ammortizzatori idraulici telescopici; post. Bracci triangolari, ammortizzatori telescopici, molle elicoidali. Freni a tamburo, doppio circuito idraulico. Capacità serbatoio carburante 40 litri.
Dimensioni (in mm) e peso Passo 2250 Carreggiata ant/post 1280/1250 Lunghezza 3850 Larghezza 1540 Altezza 1380 Peso in ordine di marcia kg 725.
Prestazioni Velocità massima 123 km/h 7/8 litri per 100 km.

DAF 44 VARIOATIC
Anno 1972. Acquistata Concessionario Ufficiale DAF di Crosara a Biella (Italia). Vettura pari al nuovo. Condizioni originali al 100%. Colore carrozzeria “Blu”, con interni e moquette originali come nuovi, perfettamente conservati e intatta. Condizioni uniche nel suo genere. Auto preservata eccellentemente in ogni suo particolare dalla carrozzeria, alle finiture, agli interni immacolati, alla meccanica (motore ok), in perfette condizioni revisionata ed assicurata. Disponibile ricambio albero di trasmissione a variazione continua Variomatic. Targhe originali; Chiavi e doppie chiavi; Il motore è originale in ogni sua parte con tutta la componentistica intatta. La vettura è completamente originale e conservata nei minimi dettagli. Veicolo non fumatore, posacenere immacolato. Custodita gelosamente sempre in box e coperta con telo, usata saltuariamente come terza macchina con 55.162 Km. all’attivo, originali! Affidabile da uso quotidiano, in condizioni incredibili, sarà difficile reperirne un’altra così bella e splendidamente conservata. Appartenuta ad unico proprietario, ceduta a collezionista che ha deciso di venderla. Autovettura pubblicata su “Automobilismo d’Epoca” 95 N.3 Marzo 2014 “Daf 44 Variomatic berlina” da pag. 152 a pag. 155. Una vera opportunità per poter acquistare una utilitaria oggetto di culto anni 70’ rarissima. Il suo prezzo di vendita è impegnativo, coerente e inerente alle straordinarie condizioni dell’auto.


Reference Number 554915

as of 1/4/2019

Dealer
 

 

 Contact  Location
Via Trieste 10  Phone  3343819386  City  Novara
28100 Novara  Fax    State  Novara
Italy  Mobile  3343819386  Country  Italy Italy
Overview
Car 1972 DAF 44 VARIOMATIC
Exterior / Interior Color      Blue /      White 
Condition Exceptional 
Mileage 55.162 km 
Configuration Left Hand Drive (LHD) 
Transmission Automatic 
Options Interior: Cloth interior 
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Known History

DAF 44 VARIOATIC

Anno 1972. Acquistata Concessionario Ufficiale DAF di Crosara a Biella (Italia). Vettura pari al nuovo. Condizioni originali al 100%. Colore carrozzeria “Blu”, con interni e moquette originali come nuovi, perfettamente conservati e intatta. Condizioni uniche nel suo genere. Auto preservata eccellentemente in ogni suo particolare dalla carrozzeria, alle finiture, agli interni immacolati, alla meccanica (motore ok), in perfette condizioni revisionata ed assicurata. Disponibile ricambio albero di trasmissione a variazione continua Variomatic. Targhe originali; Chiavi e doppie chiavi; Il motore è originale in ogni sua parte con tutta la componentistica intatta. La vettura è completamente originale e conservata nei minimi dettagli. Veicolo non fumatore, posacenere immacolato. Custodita gelosamente sempre in box e coperta con telo, usata saltuariamente come terza macchina con 55.162 Km. all’attivo, originali! Affidabile da uso quotidiano, in condizioni incredibili, sarà difficile reperirne un’altra così bella e splendidamente conservata. Appartenuta ad unico proprietario, ceduta a collezionista che ha deciso di venderla. Autovettura pubblicata su “Automobilismo d’Epoca” 95 N.3 Marzo 2014 “Daf 44 Variomatic berlina” da pag. 152 a pag. 155. Una vera opportunità per poter acquistare una utilitaria oggetto di culto anni 70’ rarissima. Il suo prezzo di vendita è impegnativo, coerente e inerente alle straordinarie condizioni dell’auto.

 

 

DAF 44 VARIOMATIC

 

COME UNO SCOOTER

 

LA LEVA DEL CAMBIO HA SOLO TRE POSIZIONI: FOLLE E INDIETRO. NON C’E’ PEDALE DELLA FRIZIONE, SI SCHIACCIA IL GAS E VIA. UN’INNOVAZIONE INCREDIBILE PER UNA “PICCOLA” DI OLTRE MEZZO SECOLO FA. INFATTI, DA NOI NON FU CAPITA.

 

Negli anni 50’ e 60’ il cambio automatico era una raffinatezza meccanica costosa, diffusa solo su automobili alto di gamma. Tuttavia, una Casa costruttrice di autocarri (tuttora esistente) divenne nota per le sue piccole berline dotate di un’originale trasmissione a cinghia denominato “Variomatic”. Era l’olandese DAF fondata e condotta dalla famiglia Van Dorne. Con due soli pedali (come le biciclette tanto diffuse nei Paesi Bassi…) per gas e freno, le DAF erano facili da guidare anche per chiunque. Il sistema “Variomatic”, cioè a variazione continua dei rapporti, era più semplice ed economico rispetto agli automatici tradizionali, insomma una vera innovazione che permetteva anche una notevole economia. Il debutto fu al Salone dell’automobile di Amsterdam nel febbraio del 1958, con il motore di 600 cc: la capostipite già incorporava le principali innovazioni della produzione Daf. L’accoglienza fu un successo: 4mila prenotazioni, ben oltre le attese. Nel 1961 la cilindrata era aumentata a 750 cc e nello stesso anno usciva la versione “lusso” (la “30”) chiamata “Daffodil”. Negli anni seguenti arrivarono altri modelli, aumentando progressivamente cilindrata (fino a 1300 cc), prestazioni e dimensioni: la “33”, la “44”, la “55” e la “66” (anche coupè e break).I motori erano di produzione DAF, tranne i 1100 e 1300 (modelli 55 e 66) che erano Renault raffreddati ad acqua. Il Variomatic rimase peculiare di tutta la produzione automobilistica della Casa olandese. Fa DAF diventa svedese nel 1972, quando Volvo acquisisce la maggioranza. Ma anche un po’ italiana, perché buona parte della produzione è opera del designer torinese Giovanni Michelotti. Proprio lui ridisegna la Daffodil: dalla sua esecuzione nasce la “44”, una berlina un poco più grande e moderna della precedente. Equipaggiata con un robusto bicilindrico raffreddato ad aria DAF da 844 cc, capace di 40 CV-Sae, tocca i 123 km/h. Nel settembre del ’66 la nuova DAF è pronta per essere presentata alla stampa. L’anno dopo arriverà la versione station wagon. La 44 è stata per diverso tempo la vettura di punta della Casa, rimanendo sul mercato fino al 1974 con quasi 168mila esemplari fabbricati. Verrà sostituita negli ultimi due anni dalla “46”, molto simile nel motore e nella carrozzeria, ma con modifiche al Variomatic (una sola cinghia) e al retrotreno (Ponte de Dion). Il gruppo Variomatic è l’emblema dell’innovazione DAF. Non è un cambio automatico tradizionale, non ha ingranaggi, è un variatore, come quello degli scooter moderni. Ci sono due pulegge motrici, il cui diametro cresce per effetto centrifugo, collegate con due pulegge alle ruote, anch’esse a diametro variabile e regolate da una molla. La cinghia ha una lunghezza fissa, sicchè al crescere della puleggia conduttrice diminuisce quella condotta. Si hanno così un’infinità di rapporti inoltre funziona anche senza differenziale (sulla 44 no c’è). E’ un sistema semplice ed economico. La frizione è centrifuga: quando si decelera, il motore si scollega e la ruota rimane libera. Ciò no toglie che il Variomatic si possa abbinare anche a sistemi sofisticati e potenze ben più elevate: la scuderia Williams tentò di introdurre un sistema simile in F1 negli anni ’90. Guidare la DAF è semplice: la levetta del cambio automatico ha solo tre posizioni, avanti, folle, indietro. Per partire, basta inserire la marcia avanti e premere l’acceleratore, al resto pensa il Variomatic. In città si può apprezzare maggiormente la facilità di guida e c’è chi consiglia di usare entrambi i piedi per comandare freno ed acceleratore. Una sola precauzione: prima di inserire la retromarcia occorre attendere qualche istante che il motore scenda di giri. Inoltre, quando si affrontano le discese, bisogna ricordarsi che c’è un pulsante in plancia che consente di azionare un meccanismo nel carburatore che frena il motore. La manutenzione ordinaria della Daf 44 è semplice ed economica. Il motore bicilindrico boxer raffreddato ad aria è semplice e robusto. L’alimentazione è a carburatore (Solex invertito 40 PICS). La trazione è posteriore. I freni sono a tamburo sulle quattro ruote. Il cofano motore si apre contro vento, nel vano motore c’è anche l’ingombro della ruota di scorta I livelli di controllo sono pochi: l’olio, con l’apposita astina in posizione avanzata, il liquido freni e quello del tergicristallo negli appositi serbatoi. Non ci sono punti di ingrassaggio. Vanno però lubrificati gli organi della trasmissione (pulegge, riduttore ed inversore). Per il cambio dell’olio motore si svita l’apposito tappo di scarico; bastano due litri di lubrificante per riempire il carter. La pressione dell’olio può essere verificata tramite un’apposita prsa e regolata intervenendo sulla valvola limitatrice di pressione. Per sostituire il filtro aria basta svitare la vite a galletto. Il bocchettone per il rifornimento della benzina è nascosto dietro la targa: per accedervi, basta abbassare il porta targa. Il cruscotto è semplificato, ci sono tachimetro, contachilometri, indicatore carburante e quattro spie luminose. Il vano bagagliaio è ampio e ben sfruttabile. La trasmissione Variomatic no teme i CV, grazie alla semplicità e al fatto che può mantenere il motore sempre “in tiro”, ha avuto applicazioni anche in campo agonistico come la Tecno F3 e la Daf-Camel da rally con trazione integrale e motore Ford BDA 1.8. Le DAF hanno sempre raccolto un po’ di diffidenza, almeno in Italia. Il Variomatic era inteso come un lusso, per rendere comoda la guida, non come una cosa da disabili, come invece fu considerato per lo più da noi. Oggi questi pregiudizi sono in via di superamento e le versioni automatiche sono rivalutate. Comunque la DAF vendette nel mondo, fra il 1958 e il ’76 (anno di cessazione dell’attività della divisione automobilistica) oltre 767mila vetture.

 

SCHEDA TECNICA

DAF 44 (1966-1974)

Motore 4 tempi, 2 cilindri orizzontali contrapposti raffreddati ad aria forzata, alesaggio e corsa 85,5 x 73,5 mm, cilindrata 844 cc, rapporto di compressione 7,5:1, potenza 40 CV.SAE a 4500 giri, coppia 7,1 kgm-SAE a 2400 giri, due valvole in testa comandate da aste e bilancieri con albero a camme centrale, un carburatore invertito Solex 40 PICS, impianto elettrico 12V, dinamo 420 W (prima del 09/1972: 6V, 240 W) batteria 36 Ah.

Trasmissione Trazione posteriore, frizione automatica centrifuga, cambio a variazione continua (rapporti da 15,44:1 a 3,87:1) Pneumatici 135x14’.

Corpo vettura Berlina, carrozzaria portante, 4/5 posti e 2 porte. Sospensioni a ruote indipendenti, ant. balestra trasversale, tubi verticali di guida e ammortizzatori idraulici telescopici; post. Bracci triangolari, ammortizzatori telescopici, molle elicoidali. Freni a tamburo, doppio circuito idraulico. Capacità serbatoio carburante 40 litri.

Dimensioni (in mm) e peso Passo 2250 Carreggiata ant/post 1280/1250 Lunghezza 3850 Larghezza 1540 Altezza 1380 Peso in ordine di marcia kg 725.

Prestazioni Velocità massima 123 km/h 7/8 litri per 100 km.